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Migliaia di persone (il numero preciso non si saprà probabilmente mai) vennero marchiate con un triangolo rosa, costrette a subire aberranti esperimenti medici, torture ed umiliazioni mentre quelli più forti, che riuscivano a resistere, venivano soppressi nelle camere a gas. Un dramma, quello degli omosessuali, che non terminò neppure con la fine della guerra. Considerati “colpevoli” anche da chi aveva liberato i campi di sterminio, molti continuarono a scontare in carcere le pene inflitte dal regime nazista; così, nel timore di ulteriori persecuzioni, per la vergogna imposta da secoli di repressione, chi visse in prima persona l’Omocausto si chiuse nel silenzio. Per decenni del dramma di migliaia di uomini e donne imprigionati, torturati e uccisi per il loro modo di amare “diverso” non si seppe più nulla.

Il Consiglio Direttivo di Rain Arcigay Caserta propone di installare una targa commemorativa per rendere omaggio alla tragedia dimenticata, alla memoria di queste persone, alle loro sofferenze, alle loro vite spezzate. Per non dimenticare. Nessuno.

Non sono stati Hitler o Himmler a deportarmi, picchiarmi, ad uccidere i miei familiari. Furono il lattaio, il vicino di casa, il calzolaio, il dottore, a cui fu data un’uniforme e credettero di essere la razza superiore.

Karel Stojka, sopravvissuto ad Auschwitz

Per raccogliere la cifra necessaria per la realizzazione della targa e per la successiva installazione abbiamo realizzato questa raccolta fondi. Valuteremo le vostre proposte e, coinvolgendo la Città di Caserta, decideremo insieme il luogo migliore per la posa.


Targa per le vittime dell’omocausto

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Approfondimento sull’Omocausto